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VROOM 257... I Numeri Primi

Come lo scorso fine anno vado fiero del risultato raggiunto da Vroom. Vi ricordate? Avevo paragonato Vroom ad un bolide che stava ingranando la seconda marcia e così di seguito tutte le aspettative che ci stavamo prefiggendo. Obiettivi che step by step stiamo raggiungendo con un certa disinvoltura. Abbiamo rispettato il programma prefissato, realizzato innumerevoli servizi, reportage e resoconti sul movimento agonistico nazionale... Ricevuto per questo tanti riconoscimenti, dalle aziende, dagli operatori, dai piloti...

 

Tutti intorno ad un unico pianeta: il nostro. La vertigine sta aumentando, oggi c’è un’altra stanghetta, la terza dopo le XX, e la lancetta della velocità continua a salire. Cosa dovete attendervi per il 2011? Altri progetti, tutti finalizzati ad ampliare il pianeta Vroom che continua a girare e a farle girare da una ventina di anni... Sì perché anno dopo anno sono sempre di più quelli che si rendono conto del vero potenziale di questa macchina. E vi dirò, a volte sorprende anche me, sebbene ne conosca ogni minimo affranto, perché riesce a conquistare traguardi e raggiungere obiettivi nel mondo con disinvoltura, lasciando dei segni indelebili... Come quando la Rotax ha consolidato la partnership con Vroom, il solo portabandiera dell’informazione Rotax nel mondo. Oppure quando Garry Lobaugh, presidente della MRP Motorsport ci ha richiesto ben 1000 copie di Vroom International per informare della nuova struttura (Max Speed) e della nuova strategia di promozione Rotax negli USA e nel Canada tramite i propri dealers in occasione del PRI di Orlando. È una bella soddisfazione per me e per tutti quelli che ci lavorano e per i tanti che condividono questo progetto. Sarà per questo che non stiamo qui a dare i numeri, anche se noi di Vroom potremmo permettercelo. Come pure dare certi numeri primi: il 257, la pubblicazione e il 23, l’anno.
 


Editoriale 257


… Un po' di zucchero
La politica federale di questi ultimi anni ha palesato lacune sostanziali... E un po’ tutti, anche se a malincuore, ce ne siamo fatti una ragione; anche se poi una ragione vera e propria non c’era. Eppure, ora che la Csai sembra, ripeto sembra, intenzionata a prendere in mano le redini di questo bistrattato sport motoristico, ci piace immaginare che qualcosa possa cambiare in meglio. Da qui a credere che tale ipotesi si avveri ce ne passa, però almeno adesso si è venuti a conoscenza di un progetto. Niente di straordinario, senonché almeno adesso esiste un indirizzo che assicura un programma di gare a livello nazionale e delle aspettative agonistiche per quella parte del movimento italiano intenzionata a impegnarsi e investire nella gare titolate e in quelle a carattere regionale. Si spera anche che tale impegno venga riconosciuto dall’autorità sportiva come un segnale di adesione ad una politica che guardi soprattutto alla rinascita della scuola kart e del vivaio italiano. È un consenso da parte degli operatori, destatisi improvvisamente da quell’oblio in cui inconsapevolmente erano finiti, perché hanno individuato un punto di riferimento importante. A trasmettere questa fiducia anche verso chi come me non crede alle apparenze, è Marco Rogano, amministratore delegato dell’Aci Sport, persona con cui ho avuto a che fare, una sola volta nella mia vita, una decina di anni fa, per altro, senza ricevere una buona impressione. E comunque a prescindere da un mio giudizio dettato dall’istinto, Rogano si è dimostrato uno che ci sa fare. Uno “cazzuto” per intenderci, e nella conferenza di Franciacorta lo ha ribadito. Rogano ha fatto intendere che sebbene non disponga nell’immediato di quella cognizione tecnico-politica del karting, per dare una risposta a tutto, oltretutto in un momento così difficile, di essere fermamente determinato. Il metodo che adotterà non ci è dato conoscere, per logica però dovrebbe essere lo stesso con cui ha sempre gestito il settore auto. Un punto di partenza, anche se credo che tale metodo non possa essere adattato al karting senza attuare alcuni accorgimenti. Il kart non è l’auto, e questo è risaputo. Comunque Rogano ha fatto una buona impressione ai presenti alla conferenza indetta dalla Csai i primi di dicembre.

E i tanti kartisti amatori lasciati allo sbando dall’autorità sportiva cosa si devono attendere per il 2011? A tutti coloro che oggi non sono in sintonia con la Csai, e non lo erano nemmeno con la Fik, non resta che attendere la buona novella. E cioè che il grosso del movimento italiano a cui appartiene il kartista della domenica possa riconoscersi in un progetto alternativo che gli permetta di sfogare la voglia di correre in un contesto di sana competizione sportiva. È un progetto ambizioso e difficile da attuare, ma sicuramente necessario per la rinascita del karting nazionale. Se poi la Csai ha a cuore, questa importante massa di praticanti non deve fare altro che assecondare quelle modifiche tecnico regolamentari che anche Giancarlo Tinini, patron della Crg e della Maxter e Claudio Flenghi, titolare della Tm, hanno caldeggiato nell’ultima loro dichiarazione di fine anno: in Italia manca una categoria di riferimento e i trofei di marca non sono la soluzione, né l’alternativa..


Giuliano Ciucci Giuliani

 

 



SOMMARIO ANALITICO VROOM 257

COPERTINA

SPETTACOLARE

Una finale mondiale Rotax memorabile quella disputatasi a la Conca a fine novembre. La formula ideata dalla BRP continua a dare risultati sorprendenti. E le gare offrono uno spettacolo ineguagliabile.
 


PRIMO PIANO

Pressa Idraulica Traspostabile

Abbiamo visto sullo scorso numero di Vroom le ultime novità della Vamec, fra cui la nuova pressa idraulica trasportabile. Quest’ultima è indispensabile per poter smontare e rimontare gli alberi motore dei kart, in modo da permettere la sostituzione delle bielle e/o dei cuscinetti a rulli...
 


PRIMO PIANO

Dal 2012 basta freno anteriori separati

La cosa era nell’aria già da un po’, ma ora anche se non annunciato ufficialmente è praticamente una certezza: la Cik-Fia non accetterà più di omologare i freni anteriori con comando manuale al volante, come quelli ormai universalmente adottati nelle classi KF con la sola eccezione della KF3, dove i dischi davanti sono espressamente vietati.    

 



INTERVISTA

Mister TM

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Claudio Flenghi, titolare della Tm: Un lungo excursus sul passato, presente e futuro del karting nazionale e internazionale

 



SPECIALE

LA GARA: QUANTO SI SPENDE DA PRIVATO

In risposta a quanto ci hanno fatto notare i lettori tramite il forum di vroom.it oppure via mail riguardo alcuni dati scaturiti dalle interviste ai campioni italiani e secondo alcuni non del tutto corrispondenti alla realtà, ci è sembrato così opportuno entrare in merito all’argomento costi. Quanto spende un kartista privato che deve disputare una gara nazionale? Ad esempio abbiamo coinvolto Stefano Capraro piemontese doc che ha lasciato il segno in più di qualche occasione con la 125 a marce. Cercheremo di entrare nel dettaglio anche se poi le situazioni più disparate non possono rispondere appieno a questa tabella. Ma siamo altrettanto sicuri che un’idea più vicina alla realtà dopo quanto letto qui di seguito ce la possiamo fare.



LA GARA: QUANTO SPENDE UN KARTISTA IN UN TEAM
Non tutti hanno la possibilità o l’abilità di gestirsi in proprio il kart e le gare. Oppure non hanno la pazienza e il tempo per farsi la necessaria esperienza prima di puntare ai risultati di vertice. Ecco che allora si fa avanti la prospettiva di entrare in un team, nel quale ci si può avvalere della professionalità di gente già esperta. Ovviamente però i costi cambiano sensibilmente, sia per entità che per tipologia. Vediamo come sono ripartiti fra materiale, strutture e personale coinvolti.

 



PRIMO PIANO

Costruito attorno a Marco e Andrea Moretti, il Team Magik affronta la prossima stagione offrendo anche ad altri piloti la possibilità di competere in una struttura che anche nella stagione passata si è dimostrata vincente.
 


PRIMO PIANO

Un caso emblematico di carriera iniziata nel kart: Flavio Pierleoni, già campione italiano 125 Club, conquista a Valencia il primo posto nella finale mondiale del Challenge Ferrari-Coppa Shell
 


FACTORY

Primatist

L'azienda bresciana si è imposta in un settore basilare della componentistica dei motori da kart (e non solo quelli): la costruzione delle bielle e degli alberi motore grazie alla qualità e alla flessibilità produttiva. Vediamo tutto in dettaglio...
 


TECNICA

Il rapporto di compressione

Uno dei parametri più importanti nella massa a punto di un motore da competizione è il rapporto di compressione
 


S.O.S. KART
ISTRUZIONI PER L'USO... E NON SOLO

Sostituzione del piantone e dei braccetti dello sterzo

Sarà capitato a molti di voi di avere un contatto in pista con un altro pilota, contatto che di norma avviene in modo più o meno “fortuito” o più o meno “involontario”, e come purtroppo avrete sperimentato, spesso sul vostro mezzo restano dei segni più o meno evidenti….
Tralasciando i segni puramente estetici che restano su pance e paraurti, questo mese ci occuperemo della sostituzione del piantone e dei braccetti dello sterzo.
 


VINTAGE
TECNO KART BULTACO 125 - 1964

Il Kampione!

Il Tecno Bultaco 125 in queste foto è il kart con cui Decio Sordini vinse il campionato italiano 125 1964. Ecco la sua storia...
 


GARE

2010 ROTAX GRAND FINALS

Mondiale Rotax, incredibilmente bello!

 


Macau International Kart Gran Prix
Ardigò sbanca Macao


DALLE REGIONI
Lombardia, Campania, Piemonte, Abruzzo, Easykart Italia



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