| Coppa Fik all'insegna del diverbio |
A Corridonia in occasione della 32esima edizione della Coppa Fik non si è vissuta un'atmosfera distesa come invece sarebbe stato giusto sperare, anzi le discussioni si sono protratte fino alla domenica inasprendosi quando sono state prese delle posizioni intransigenti nei confronti di alcune compagini per accertate irregolarità di iscrizione. Da questo marasma l'Abruzzo ne è uscito vincitore in maniera rocambolesca registrando il sesto sigillo in questa manifestazione.
A Corridonia in occasione della 32esima edizione della Coppa Fik non si è vissuta un'atmosfera distesa come invece sarebbe stato giusto sperare, anzi le discussioni si sono protratte fino alla domenica inasprendosi quando sono state prese delle posizioni intransigenti nei confronti di alcune compagini per accertate irregolarità di iscrizione. Fatto sta che il delegato Csai, non ha potuto fare nulla perché il regolamento di gara (Rpg) presentato dall'organizzatore riportava come capienza massima di soli 28 piloti. Quando è risaputo che una gara di campionato italiano in una pista come quella di Corridonia permette ben 34 piloti in griglia. In questo caso, oltretutto, sarebbe stata sufficiente una di 32. Così è accaduto che dopo i tempi di qualifica sono stati presi in considerazione solo i migliori 28 escludendo i rimanenti. A questo punto alcune rappresentative si sono risentite di tale evoluzione denunciando altre compagini di non essere regolari avendo in squadra oltre i 4 piloti extra regione come permette il regolamento. Così il delegato ha pensato bene di escludere gli ultimi dei piloti "irregolari" per poter permettere ai regolari di rientrare tra i qualificati anche se il pilota si fosse reso protagonista di un tempo superiore al 28esimo. Da questo marasma l'Abruzzo ne è uscito vincitore registrando il sesto sigillo in questa manifestazione. Anche se in maniera fortuita, perché la Campania in testa fino all'ultima finale è stata penalizzata dall'esclusione di Manduchi vincitore nella KF2 trovato sottopeso alle verifiche.

Abruzzo una vittoria inattesa
Non si può dire che sono mancate le sorprese, anzi, è stato proprio nelle ultime fasi della manifestazione che si sono consumati gli eventi determinanti ai fini del risultato finale: la squadra Campana, infatti, dopo aver occupato il vertice della classifica generale per gran parte della manifestazione, riuscendo ad amministrare anche con una certa tranquillità il vantaggio in termini di penalità sugli agguerriti avversari, ha visto sfumare la vittoria soltanto a seguito della squalifica di Roberto Manduchi, vincitore della KF2, trovato sottopeso a fine gara. Una banale distrazione questa che ha consegnato una vittoria del tutto inaspettata all’Abruzzo, che comunque si è dimostrato costante e competitivo con tutti i suoi componenti: Dell’Elce ha dominato entrambe le finali della 125 Italia, Valerio Rossi (KF3) ha colto una convincente vittoria nella gara del mattino, Stefano Albanese (100 Italia) ha conquistato due podi virtuali classificandosi 2° e 3°, buoni i piazzamenti di Iacone nella 60 Mini (3° in gara 1) e Delli Compagni (KZ2), terzo e quarto dopo aver lottato a lungo per la vittoria; bravissima anche Maria Laura Di Muzio (KF2), subito fuori dai giochi a causa di un incidente, ha tirato fuori i denti nella finale pomeridiana quando, con una mano dolorante, si è resa protagonista di una bella rimonta che le ha permesso di concludere in sesta posizione. Palma della sfortuna è andata a Contini (KF2): una rottura lo ha messo ko quando tentava l’assalto a Manduchi nella gara mattutina; nel pomeriggio è poi rimasto invischiato nella bagarre, non riuscendo ad andare oltre il 14 posto. Anche l’esperto Profico (KZ2) ha dato il suo prezioso contributo. L’Abruzzo è alla sua seconda vittoria consecutiva, la sesta assoluta, andando a consolidare il record di vittorie e staccando ulteriormente il Lazio, fermo a quota sei.
La Campania, dal canto suo, può ritenersi più che soddisfatta, sebbene non sia per niente facile vedere sfumare i propri sogni di gloria per un’inezia. Ha dato prova di essere la compagine più forte, avvalendosi di pezzi forti come la coppia d’oro della 60 Mini formata dal vice Campione Open Masters 2010 Pasquale Tellone, vittorioso nella finale 1, e Remigio Garofano, due volte secondo; non dimentichiamo Francesco Celenta, top driver della KZ2, che ha centrato un primo ed un terzo posto e Roberto Manduchi, “prestito” d’eccellenza, indiscusso dominatore della KF2 (della squalifica di è detto precedentemente). Ottimo l’apporto dato anche da Claudio Coccia (100 Italia), con sole 11 penalità raccolte, e Carlo Borghese (KF2), quarto in gara 1.
Dopo il secondo posto conquistato lo scorso anno, sale ancora una volta sul podio l’Emilia Romagna, sebbene questa volta debba accontentarsi del gradino più basso. Punto di forza della squadra guidata da Mauro Barducci è stata una straordinaria costanza di risultati: ad emergere è stato certamente Gnudi, due volte a podio nella 125 Italia, ma preziosissimi ai fini della classifica anche i piazzamenti del sempreverde Tino Donadei (100 Italia), Antonio Conti (125 Italia) e Federico Savona (KF3), giovane talento del nostro vivaio con alle spalle già un valido curriculum di gare.