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VKR K125A: innovazione e semplicità d'intervento
La Villa Kart Racing con il motore VKR K125A, della nuova serie di motori TAG, ha dato una svolta alla filosofia costruttiva di tali propulsori con soluzioni innovative che escono dai classici schemi.



Nuove soluzioni
La Villa Kart Racing con il motore VKR K125A, della nuova serie di motori TAG, ha dato una svolta alla filosofia costruttiva di tali propulsori con soluzioni innovative che escono dai classici schemi di tutti i competitor. Qualche rallentamento nello sviluppo delle nuove soluzioni ha mantenuto il K125A ancora lontano dalle prestazioni che merita, ma una volta risolti i limiti di gioventù questo motore è pronto ad esprimere tutto il suo grande potenziale e ci affascina veramente per le ottime idee realizzate.
La trasmissione è ottenuta da ruote dentate con rapporto 1:1 fra albero motore e contralbero di bilanciamento e rapporto 1:2 rispetto alla pompa dell’acqua. Quest’ultimo aspetto permette di mantenere la girante sempre sotto gli 8000 giri al minuto ed evita quindi ogni possibilità di cavitazione (aria nell’acqua) che ridurrebbe fortemente l’efficacia della pompa e quindi il raffreddamento del motore. La girante tra l’altro è realizzata in materiale plastico legato a fibra di vetro per renderlo più rigido e resistente, ma allo stesso tempo estremamente leggero. La particolarità della trasmissione sono però i 30 grammi di olio lubrificante che bagnano gli ingranaggi migliorando durata e riducendo perdite per attrito dei vari componenti a contatto. L’olio, infatti, attraverso una serie di getti e canali circola all’interno della trasmissione spinto da una pressione generata da una ruota dentata anch’essa mossa dall’albero motore con rapporto 1:2.
La valvola allo scarico anch’essa presenta delle interessanti soluzioni. Anzitutto è costruita e progettata direttamente dalla VKR. Il sistema funziona come uno stantuffo munito di anello di tenuta all’interno di un cilindro. I gas di scarico muovono tale pistone. L’assenza di qualsiasi membrana (al contrario della concorrenza) evita che questa si sporchi per via dell’olio presente nei gas di scarico, fenomeno che determina spesso un comportamento anomalo della valvola e la necessità col tempo di sostituire tale membrana. Ecco già un secondo accorgimento, oltre all’olio nella trasmissione, che aiuta l’utente medio ad evitare interventi dispendiosi per tempo e denaro e che aumenta l’affidabilità del propulsore.
Addirittura il sistema di raffreddamento ad acqua presenta una possibilità di regolazione, o meglio quattro. Infatti il circuito passa dal cilindro al carter e indietro. I fori di passaggio dell’acqua fra cilindro e carter sono realizzati con quattro cilindretti, resi stagni da anelli in gomma, che presentano delle sezioni che possono essere modificate cambiando appunto i cilindri con altri di diametro interno diverso. Tale interessante soluzione rende possibile la regolazione dei flussi d’acqua nel motore e quindi il raffreddamento maggiore o minore dei diversi volumi del motore.
Anche le luci del cilindro appaiono diverse nella loro soluzione a cinque travasi. Le sezioni presentano forme molto più nette con pareti particolarmente dritte rispetto alle forme arrotondate di altri motori TAG.
Il pacco lamellare è studiato a fondo con soluzione a sei petali che permette maggiore flessibilità nella preparazione del motore. Particolare infatti il convogliatore che differisce fra le classi KF3 e KF1, KF2. Infatti nella classe KF3, ex Junior, i giri massimi limitati a 14.000 non richiedono grossi flussi di aria in ingresso per cui il convogliatore è realizzato in modo da coprire e quindi eliminare il funzionamento di due delle sei lamelle. Ciò permette più spinta ai bassi giri e limita i giri massimi, che sarebbero comunque limitati dall’accensione elettronica. Inoltre l’inclinazione del pacco lamellare è tale da evitare il più possibile che il flusso di miscela entrante nel carter colpisca i volani dell’albero motore. Ciò è ancor più ottimizzato quando si eliminano le due lamelle inferiori per il KF3.

Semplicità di intervento
Ma ciò che forse ancora più affascina del K125A è la semplicità di intervento. Uber Ferraguti, disegnatore e progettista del motore VKR, Mauro Villa ideatore e preparatore del motore e Alessandro Villa, che ha svolto un enorme lavoro per affinare tutte le fasi di lavorazione e produzione dei vari componenti del motore, sono gli artefici di un progetto che presenta soluzioni per facilitare le operazioni di messa a punto e manutenzione sul K125A. Non più motori per soli utenti esperti e preparatori incalliti, ma anche per utenti di media esperienza. A tale proposito tutti i componenti quali il contralbero di bilanciamento, il motorino di avviamento elettrico e la pompa dell’acqua, sono smontabili senza dover scomporre alcun altro elemento del  motore. Ciò permette interventi rapidi e veloci. Addirittura il motorino di avviamento si smonta svitando un unico bullone. Dulcis in fundo la VKR ha realizzato due strumenti per smontare e rimontare rapidamente e con precisione il contralbero di bilanciamento e lo statore dell’accensione. Il primo sistema blocca l’albero motore in modo da mantenerne fissa la posizione. Ciò permette di sfilare con facilità il contralbero, intervenire e poi rimontarlo mantenendo le posizioni angolari relative fra albero e contralbero fisse. Il secondo sistema è un supporto all’accensione in modo che una volta smontato lo statore l’angolo di anticipo rimane perfettamente lo stesso anche quando si va a rimontare l’accensione. 

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