| First listen, e poi i fatti!!! |
Ascoltare prima e poi agire! Questa nuova filosofia si sta espandendo sempre di più perché ritenuta indispensabile per migliorare le condizioni di vita dell'uomo nell'era della globalizzazione. Anche nello sport le istituzioni e gli operatori del settore iniziano a condividere tale opportunità. A tal proposito anche la Cik sta raccogliendo dati e presto Van de Grint deciderà quale soluzione adottare per rilanciare il karting.
Per chi non lo sapesse Vroom, già da Aprile 2011, ha indirizzato le sue risorse nelle tecnologie multimediali legate alla gestione del movimento karting che viaggia nel web. Solo l'industria karting fatica ad assimilare tale risorsa...
E in attesa che si realizzano buone nuove, leggetevi Vroom, sempre così ricco e avvincente... Perché chi ben comincia...
Editoriale
First Listen, “stay tuned” with customers
Ci siamo, un altro anno sta per iniziare... E la riflessione finisce per essere sempre la stessa: quale sarà il futuro del karting? Riuscirà Van de Grint (per chi non lo sapesse il responsabile Cik/Fia più autorevole) a prendere in mano il bandolo della matassa? Speriamo che ce la faccia, perché se non ci riuscirà lui, un appassionato di kart e conoscitore dei meccanismi politici del motorsport, chi ci potrà mai riuscire? Ricreare credibilità nei confronti del nostro settore è fondamentale. Anche la vetrina internazionale ha subìto diversi contraccolpi e la motorizzazione KF ne è corresponsabile. Ma è bene ricordare che questo progetto, risultato così controcorrente, è stato partorito in un momento di transizione importante nella storia delle politica federale. E cioè quando alcuni costruttori per presa di posizione pensarono bene di togliere di mezzo Ernest Buser, il deus ex machina della Federazione Internazionale fino al 1999, chiamando così in causa la Fia, a suo tempo guidata da Max Mosley, che per motivi a noi sconosciuti intervenne promuovendo al comando della Cik il francese Ivon Leon, uno che di kart non ne sapeva un’acca, ovviamente. E così cavalcando le politiche anti-inquinamento del periodo fece la sua comparsa il 4T anche nel kart, fortemente voluto da Leon. E alla fine, dopo alcuni anni di accese discussioni tra la Cik e i costruttori si trovò l’escamotage: creare una motorizzazione simile a quella ideata dalla Rotax, denominata KF. Simile e per nulla adeguata però a quelle caratteristiche racing che un motore da competizione “libera” avrebbe dovuto trasmettere. Così quella che doveva apparire come la soluzione, un salvagente per il kart, oggi rischia di trasformarsi in un macigno difficile da rimuovere.
La riunione Cik con gli operatori del settore, i costruttori in primis, di mercoledì 14 dicembre, presso la pista 7 Laghi, ha lasciato intendere che sarà difficile risolvere il problema. E Van de Grint dovrà decidere al più presto sul da farsi visto che la prossima omologa motori cade proprio alla fine di quest’anno. Ma non commetterei lo sbaglio di riesumare la motorizzazione 100cc. Se di una cosa siamo sicuri è che la motorizzazione sul quale bisognerebbe lavorare è quella del 125 a marce. È il motore che oggi tira di più e in tutti i sensi. E da questa valida realtà si potrebbe elaborare un propulsore adatto alle nuove leve in tempi brevissimi, cosa che Giancarlo Tinini (Crg/Maxter) sta infatti già pensando di fare, seppur limitatamente ad un ambito locale e da “trofeo di marca”.
Una soluzione che si sposa con i tempi che corriamo, in cui i giovani 15enni senza alternative finiscono per passare in macchina, oppure per i meno fortunati di cambiare sport.
Insomma non c’è tempo da perdere e per questo motivo sarebbe opportuno almeno tentare di mettere in pratica delle alternative sensate.
Intanto, poche ore prima che il giornale andasse in stampa, ci sono pervenute le ultime decisioni dell’esecutivo Csai per quanto riguarda alcune importanti, e per questo tanto attese, disposizioni regolamentari 2012 che ci riportano ad analizzare la situazione nazionale sul quale la Csai lascia ben intendere di voler affrontare e risolvere quelle problematiche che hanno condizionato la promozione del movimento kartistico italiano.
Alcune le avevamo già anticipate (come la nuova suddivisione delle zone), altre chiariscono e risolvono alcuni punti che i kartisti avevano inizialmente criticato.
Per esempio, se è vero che le zone saranno più ampie che in passato amplificando i problemi di trasferta, dall’altro lato si stanno studiando nuovi tornei a carattere regionale “semplificati”, che risolverebbero la questione. Anche alcuni malumori dopo la comunicazione che le classi Italia e Prodriver sarebbero state unificate, adottando il regolamento tecnico delle prime e quello sportivo delle seconde, saranno superati: infatti la “nuova Prodriver” 2012 vedrà i piloti suddivisi in due livelli, fra “Pro” e Amatori, che potranno correre assieme o separatamente a seconda delle varie esigenze e possibilità. Nell’apposito servizio (a pag. 22) analizziamo più dettagliatamente, e con le ultime informazioni fornite dalla Csai, queste novità per la prossima stagione di gare. In ogni caso, la direzione appare quella giusta per affrontare i problemi delle zone meno fortunate senza disgregare quelle dove le cose vanno ancora discretamente, favorendo nel modo migliore i piloti di tipo amatoriale senza però isolarli: una strada che noi di Vroom avevamo aperto già con la serie KC Superstars, differenziando anche dal punto di vista della licenza questo genere di kartisti.
Giuliano Ciucci Giuliani
Vroom e le esigenze multimediali
Internet per il karting è una grandissima opportunità poiché il nostro amato sport più di tanti altri è per vocazione internazionale. Rileviamo però tra gli operatori del settore una grande difficoltà a capirne l'importanza. Molto spesso i costruttori sono troppo focalizzati sui loro prodotti e sulle gare internazionali e trascurano la relazione con i loro clienti, relazione che proprio internet potrebbe favorire. Purtroppo in altri settori le cose stanno andando diversamente, mentre il made in Italy sembra non individuare questa importante opportunità.
Vroom, intanto, continua per la sua strada investendo sulle nuove tecnologie multimediali, e la strategia si può riassumere in tre punti:
• Diffondere il karting capillarmente
• Ascoltare i kartisti
• Collaborare con i kartisti per migliorare il karting
La prima in ordine di importanza è la Diffusione. L'aspetto fondamentale sul quale un prodotto media, soprattutto di settore, dovrebbe rispondere in maniera responsabile, nel rispetto dei lettori e degli operatori, sponsor inclusi. Per migliorare questo servizio e mirare a garantire un numero di contatti sempre maggiore Vroom ha sviluppato una rete di media partner in tutto il mondo in grado di dare eco all'informazione prodotta. Stessa situazione su Facebook in cui i Post che pubblichiamo sulla nostra Pagina vengono automaticamente replicati in tante Pagine fino a produrre un numero di contatti impressionante. In questo modo il numero di persone raggiunte aumenta esponenzialmente e i 40-50mila utenti unici al mese registrati dal sito di Vroom si moltiplicano per 10-15 volte grazie alle sinergie web che convogliano tramite la rete al nostro portale.
Il secondo punto è la voce del kartista. Troppo spesso nel nostro mondo il kartista viene ignorato. In altri settori, invece, il Cliente è al centro di tutte le attenzioni e viene ascoltato costantemente. Vroom per questo ascolta la rete per capire di cosa ha bisogno il kartista, dal bambino al 50enne.
Infine. Vroom sta puntando in modo particolare ad un progetto di sensibilizzazione che coinvolge gruppi di kartisti per definire il kart del domani. Appassionati di tutto il mondo che su internet si confrontano su alcuni temi comunicando il proprio parere: Sarebbe adatto un kart a marce per un adolescente? Come vorresti fosse la categoria regina del kart?
Strategie indispensabili per evitare che si perda la cognizione necessaria per la promozione al karting, evitando di commettere l'errore come quello che si è verificato con l'introduzione scriteriata del KF.
G.C.G.
SOMMARIO ANALITICO VROOM 269

COPERTINA

PROVA IN PISTA KALì KART KK01: Ritorno alle origini.
Torna sulle scene kartistiche il nome Kalì, tramite due nuovi telai di impostazione classica e differenti solo nel diametro dei tubi. Abbiamo provato il KK01 misto 30/32, sulla pista di Lonato e con un “assistente tester” d’eccezione: il pluricampione Davide Foré
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SPECIALE PALMARES CIK-FIA 1964-2011.
La storia del kart mondiale con i piloti che hanno lasciato un segno indelebile.

PRIMO PIANO DAM ITALCORSE. Back in red!
La Italcorse, rilevata dalla DAM dei fratelli Mirko e Samuele Mizzoni, torna in piena attività con due nuovi telai e progetti ambiziosi fondati su una solida base tecnica e logistica.
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ROTAX MAX CHALLENGE GRAND FINALS 2011. I big raddoppiano
La 12esima edizione del Rotax Grand Finals, disputatasi negli Emirati Arabi, una delle manifestazioni più attese di fine stagione è risultata avvicente come ci si attendeva. 265 i partecipanti provenienti da quasi 60 Paesi. Il responso della pista ha decretato la vittoria di piloti già noti nelle competizioni Rotax. Gli stessi che si erano fregiati del Grand Finals in precedenti edizioni.

OMOLOGA TELAI 2012/2018 – PARTE II. Nuove tendenze!
Riprendiamo la nostra carrellata sui telai omologati per il quinquennio 2012 2018 con la seconda tornata di costruttori.

PRIMO PIANO ENZO TESTA. Il kart… sempre in Testa!
Una famiglia da corsa, quella di Enzo Testa: presente nel mondo del karting da 31 anni, ha da tempo coinvolto i figli Alessandro e Cristiano nella sua attività. Abbiamo passato una mattinata al loro fianco, parlando del karting a 360°…

COME SI GUIDA. Pista South Milano – Ottobiano. Per rivivere il passato.
Situata in una posizione strategica, la pista di Ottobiano presenta un tracciato interessante e ha ospitato varie gare titolate, prima di subire la crisi generale del karting e puntare su altre categorie motoristiche. Ma ora si vuole tornare a dare spazio ai kart, con progetti importanti

SOS KART. Pit Stop.
Questo mese ci occuperemo delle gomme e in particolare della loro sostituzione

PRESA DIRETTA. JOE ROMANO E LE CANDELE. Quando i regolamenti esagerano
Ospitiamo un piccolo sfogo del noto preparatore (e nostro collaboratore) Joe Romano che evidenzia come i regolamenti per la 125 a marce siano arrivati al punto da sanzionare su misure assolutamente di dettaglio a prescindere che il volume della camera di combustione sia davvero regolare o no. Una complicazione eccessiva e forse inutile, che punisce i piloti e complica la vita ai commissari, ma alla quale del resto si è arrivati perché altri preparatori a suo tempo hanno fatto un po' troppo i furbi…
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PRIMO PIANO I CAMPIONI CSAI DI ZONA – 3a parte
Terza puntata con lo speciale che Vroom ha dedicato ai vincitori della Coppa Csai di zona. Uno spaccato che riflette le diverse culture regionali del nostro Bel Paese trasmesse grazie alle testimonianze e ai sogni dei nostri migliori piloti
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Ciao Zetas, concordo su
Ciao Zetas, concordo su quello che dici! Ma tra la Nascar e il karting ci sono molte differenze, una in particolare, mentre nella Nascar Series USA è la punta di diamante di un motorsport radicato negli States, dove intorno c'è un business di alto livello tra sponsor, multinazionali e media (quest'ultimi sono quelli che decidono vita morte e miracoli di una qualsiasi cosa), il karting è diverso, in quando se noi paragoniamo il movimento karting alla catena alimentare studiata alle elmenteri al gradino più basso; quello più esteso ed è la base di un qualsiasi ecosistema, nel karting è rappresentato dal kartista di massa, cioè persone semplicemente appassionate che praticano questo bellissimo sport motoristico, via via salendo arriviamo al gradino più piccolo di questa fantomatica piramide dove presenzia l'aquila, cioè piloti professionisti che partecipano in categorie riconosciute FIA, un piccola realtà rispetto al kartista di massa. Se nel primo caso (Nascar) c'è stato il problema di poco odience, nel secondo (Karting) mancano i piloti..che sono la base fondamentale. Sai in pista quante persone trovo che girano per diletto come me, rispetto a chi prova in previsione ad una gara? Se si riuscisse ad invogliare con una politica chiara e trasparente il kartista senza licenza a partecipare ne gioverebbe tutto l'ecosistema.
Ciao,leggevo il vostro post
Ciao,leggevo il vostro post ma purtroppo sono parole buttate al vento la politica dello sport motoristico è tutta sulla economia ,i costruttori di telai e motori non hanno bisogno di puntare al kartista amatoriale non gli interessa perchè se facessero dei campionati regionali e nazionali come era la vecchia mtl non avrebbero più il commercio che hanno ora...Allora se le categorie sono senza piloti cosa si fà si riducono le zone e si raggruppano le categorie cosi da avere delle griglie più consistenti..Fortunatamente ci sono dei piccoli trofei come il Brianza dove non ci sono problemi di omologhe e di licenze unico vincolo le gomme..
Quindi purtroppo chi vuole correre deve buttarsi nella mischia e chi non può si accontenta di fare le giornate amatoriali.
Vedremo questa categoria del 2013 cosa sarà..
Io a oggi non sò ancora cosa farò se fare il csai oppure il brianza o altro vedremo quando ci daranno più chiarezza su questa prodriver
First Listen
Ottima idea quella dell'ascolto dei Kartisti e della Rete in generale. Giusto per fare un esempio sul tema, non so se vi è già noto ma negli USA la NASCAR, quando attraversava un momento di leggera diminuzione di appeal presso il proprio larghissimo pubblico, ha rilanciato la propria immagine portando avanti un programma di ampia revisione dei regolamenti, dei programmi delle gare e delle proprie iniziative sviluppando una community on line e facendo ricerca ed ascolto in Rete per cogliere la meglio idee ed esigenze del pubblico. Il programma ha avuto un grande successo con benefici per il pubblico, gli appassionati, i piloti, tutti gli operatori e sopratutto lo spettacolo. E quando si tratta di spettacolo sicuramente negli USA ci sanno fare!
tutti contro tutti e tutto
Ormai ci stiamo tutti dimenticando le buone maniere. Sempre ad additare e sentenziare il lavoro altrui, chi più o chi meno. Inutile generalizzare, tutti abbiamo il dente avvelenato ultimamente, siamo incaxxati e delusi. La pressione della crisi mondiale, non dimentichiamo, non ha precedenti (infatti una situazione come quella che viviamo oggi non si è mai vista, alla faccia di chi etichettava gli anni 90 come già crisi pesta). E tutto si riperquote su tutti e tutto, siamo più irrequieti e vogliamo le cose subito, magari!Siamo in una fase di incertezza totale, le piccole realtà, cercano di capire come muoversi, ma non è facile, anzi quasi impossibile, non si capisce un'acca. Ogni cambiamento è visto come fumo negli occhi questi ultimi anni come non mai, perchè cambia nuovamente una situazione già di per suo lesionata da interventi scellerati, e ogni anno ci si rinventa un qualcosa pregando almeno si chiuderlo alla pari tra mille incertezze e perplessità perchè sappiamo che domani, dovremmo iniziare di nuovo tutto da capo. L'insofferenza generale porta a pessimismo, l'entusiasmo viene a mancare ed evidenzia il peggiore degli stati dell'uomo, il menefreghismo. Ci sentiamo oppressi da una burocrazia che ogni anno galoppa, che fa desistere molti a creare qualcosa, perchè un costo sostanziale per un evento è proprio la carta. Per non bastare ti ritrovi molte porte chiuse in faccia a priori alla domanda "ma a me cosa ne viene in tasca?" se non si prospetta un guadagno, o con "non è il momento ci risentiamo più avanti" nessuno si muove, perchè tutto costa troppo e si rischia di non coprire le spese. Ecco il freno in un qualsiasi movimento kartistico e non! Tutti vogliono mangiarci su e la fetta si fà sempre più piccola, perchè la torta è piccola anch'essa. Logico pensare, chi ne paga le conseguenze e sempre l'utilizzatore finale, cittadino o kartista si voglia, che paga le tasse o partecipa ad una gara. Che il momento non è dei più favorevoli lo abbiamo capito tutti, e comunque sappiamo che non finisce il 31/12/2011, ci aspetteranno anni di duro lavoro ripartendo da 0 più volte, perchè oggi il mondo globale è in continuo movimento: oggi piace il giallo, domani il verde. Per chi ci lavora e mangia (nel senso buono) in questo sport, prima di fare un passo ci pensa 2 volte, altri invece spolpano il spolpabile, facendosi terra bruciata e la legge attuale permette comunque di fare i furbi (aprono, chiudono e riaprono). Danneggiando coloro che con impegno e passione portano avanti un discorso di serietà e professionalità. Per chi invece è un appassionato o comunque per divertimento partecipa al movimento karting, si riduce ai minimi sindacali, trovandosi di fronte a priorità. Il kart non è da meno. Assecondare la richiesta, che comunque oggi rimane molto incomprensibile, tutti vogliono, ci si prodiga a fare, e al momento di aprire le danze, pochissime presenze, perchè non si può, si verificano i flop.
si chiede "solamente" STABILITA' REGOLAMENTARE e PREZZI BLOCCATI, almeno uno è in grado di farsi 2 conti per starci dentro.
Ammiro nonostante anche se con idee non condivise, persone che per Passione e Professionalità (si spera) portano avanti un'idea tra mille difficoltà del momento e contro chi pensa solo al denaro ed ai propri interessi (haimè molto ma molto poche).
Infine auguro a tutti BUON ANNO.